Non è Biff!
E' il presidente americano.
Non è Biff Tannen, il bullo di “ritorno al futuro”.
E’ il presidente degli Stati Uniti.
Uno che si è alzato, in un comizio in Pennsylvania questa settimana e ha chiamato Ilhan Omar, un membro in carica del Congresso “spregevole”.
L’ha chiamata per nome. Ha chiamato il paese da cui lei proveniva da bambina rifugiata “sporco, sudicio, disgustoso”. Ha detto alla folla che dovremmo “mandare al diavolo quelle persone fuori dal nostro paese”.
Quelle persone.
Leggetelo di nuovo.
Quelle persone.
Ecco la citazione, per intero, dal comizio al Mount Airy Casino Resort: “La Somalia, è un posto bellissimo. Non ha niente. Ha una cosa che è davvero forte, il crimine. Tutto quello che fanno è correre in giro sparandosi l’un l’altro. È sporco sudicio, disgustoso sudicio. È un posto orribile. Vengono qui, e Ilhan Omar, lei lo dirige. Ha sposato suo fratello. Immagino che la stiano guardando. Non è spregevole? Dovremmo mandare al diavolo quelle persone fuori dal nostro paese.”
Questo è il presidente degli Stati Uniti.
Non è Biff Tannen, il bullo di “ritorno al futuro”.
E lo fa contro qualcuno che non ha pendenze penali.
Ilhan Omar è nata in Somalia nel 1982. La sua famiglia è fuggita dalla guerra civile quando lei aveva otto anni. Hanno trascorso quattro anni in un campo profughi in Kenya. Sono arrivati negli Stati Uniti nel 1995. Lei aveva dodici anni. È diventata cittadina americana nel 2000, quando aveva diciassette anni. Nel 2018, prima ancora che si candidasse al Congresso, l’Associated Press ha ottenuto e riportato i suoi registri completi di matrimonio. si è sposata tre volte, ha avuto due figli, due volte ha divorziato. Nessuno dei suoi mariti è suo fratello.
Il Presidente lo sa. Glielo hanno detto.
Ma continua a ripeterlo comunque.
L’affermazione “ha sposato suo fratello” non è un insulto isolato. È il predicato legale per ciò che il Presidente ha detto dopo. Ha detto quindi che lei è qui illegalmente. Ha detto dovremmo farla uscire all’inferno. Ha usato una calunnia smentita per sostenere che un membro eletto del Congresso degli Stati Uniti, una cittadina americana naturalizzata da ventisei anni, dovrebbe essere deportata.
La folla al suo ultimo comizio su questo argomento ha scandito “rispediscila indietro”.
Quello non è retorica.
Sono bugie.
Come quelle sull’economia, sul clima, sulla guerra.
Quello è il Presidente degli Stati Uniti che dice a una folla di cittadini americani che una rappresentante debitamente eletta del popolo del Minnesota dovrebbe essere rimossa dal paese. Perché è venuta qui da bambina. Perché è musulmana.
Perché non assomiglia alle persone che lui vuole in una fotografia dell’America. E lo dice in barba alla sua costituzione, alle leggi che ha giurato di preservare.
E poi la frase alla fine.
Dovremmo far uscire all’inferno quelle persone dal nostro paese.
Quelle persone. Non lei. Non una cittadina.
Quelle persone.
La comunità somalo-americana in Minnesota conta circa ottantamila persone. Gestiscono imprese. Servono nelle forze armate. Siedono nei consigli comunali. Sono cittadini americani. Il Presidente degli Stati Uniti ha detto questa settimana, davanti alle telecamere, che dovrebbero mandar via (all’inferno) quelle persone dal paese. L’amministrazione Trump ha già revocato lo Status di Protezione Temporanea per i somali. La Somalia è nella lista dei paesi colpiti dal divieto di visto. Gli agenti di frontiera sono stati istruiti a scrutinare i somalo-americani che rientrano dall’estero.
Questa non è retorica politica. Sono bugie.
Qui ormai siamo su un altro livello.
Lo dice dal podio e la sua amministrazione lo scrive.
Come dice che ha distrutto le capacità nucleari iraniane, che il clima non cambia, che la Groenlandia gli spetta, che mette tasse a tutti, che toglie potere, favori, che prende Cuba e quello che vuole.
Fa quello che vuole.
Il congresso è annullato, la popolazione pure.
Ogni americano che ha guardato quel comizio e che ha riso a quelle bugie, dovrebbe porsi una domanda: se un leader straniero si mettesse su un podio nel suo paese e dicesse che gli immigrati americani sono come quello che ha appena detto lui, come lo chiamereste?
Che parola usereste?




Ogni volta che parla questo mi sale il crimine santo cielo!!!
Lui è un pazzo furioso, ignorante e con una cattiveria addosso che non ha precedenti, però la folla che lo applaude e scandisce "rimandala indietro" ? Capisco che ai suoi comizi andranno più che altro quelli che lo vedono come un leader, ma o hanno subito un lavaggio del cervello oppure sono anche loro dei pazzi furiosi e questo mette paura. Sul personaggio aranciopiteco, c'è anche la battuta stupida, ignorante e non saprei come altro definirla, sulle orecchie della, non ricordo la qualifica perché l'ho visto ieri sera tardi, persona della NASA...ogni giorno una figura da "balengo" come diremmo qui in Piemonte ma lui è il presidente degli stati uniti d'America, non un semplice cittadino!