A chi?
Avete sentito quello che è successo nel sud est asiatico?
Continuo a ricordare qui su questa pagina l’immane tragedia (oltre 1400 morti) eppure non c’è nulla sui nostri media. Se la nostra civiltà non fosse alimentata da una spirale di disuguaglianza e da speculazioni e avidità , questa singola tragedia sarebbe sufficiente a innescare una completa trasformazione sociale. Ma se la nostra civiltà non fosse alimentata dal potere, dal consenso, dalla bramosia, probabilmente il nostro mondo non starebbe crollando davanti ai nostri occhi.
E un po’ come da noi, nel notare la differenza fra ciò di cui si dibatte e quello che invece dovrebbe esser dibattuto. Faccio un esempio: avete sentito per caso parlare della crisi dell’Ilva? Qualcuno ne ha sentito parlare? Si è parlato della famiglia nel bosco, di corsi di filosofia all’università di Bologna...ma no, del destino di 6mila lavoratori praticamente niente.
Nel mentre siamo anche diventati nemici dei nostri alleati per queste contronarrazioni. L’Ue multa X? E scoppia il caso. Rubio e Vance con Musk: “Attacco all’America”. Hanno detto la stessa cosa che scrissero i giornali dopo l’11 settembre. Musk addirittura dice che dovremmo abolire l’Unione Europea. E’ arrivato Cacini…
Eppure mentre i miliardari delinquenti insultano coscienze, cittadini e logica, escono studi terribili.
Studi che dovrebbero cambiare tutto e che invece vengono nascosti dal “rage baiting” (il motivo per cui spesso tolgo i commenti, come ieri sul post di Roma, mah!).
C’è l’ennesimo studio che riguarda l’Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC, se cercate qui, su questa pagina trovate ogni spiegazione su cosa è e come funziona, senza dover necessariamente chiedere i riassunti personalizzati).
Riporto una frase di uno scienziato, Stefan Rahmstorf, co-responsabile del dipartimento di ricerca sull’analisi del sistema terrestre presso il Potsdam Institute for Climate Impact Research in Germania, che non ha partecipato allo studio ma che dopo averlo letto ha detto:
«Se l’AMOC dovesse arrestarsi, questo avrebbe conseguenze per almeno i prossimi mille anni, una responsabilità enorme per i decisori di oggi.».
Questo enorme sistema di correnti oceaniche che trasporta acque calde dai tropici verso l’emisfero Nord, aiutando a moderare il clima in Europa, secondo nuove simulazioni di lungo termine (oltre 1000 anni), se l’AMOC collassa, scenario che i ricercatori ritengono possibile a causa del cambiamento climatico e dell’afflusso di acqua dolce dall’aumento del disgelo, il risultato sarebbe un drastico cambiamento del clima europeo.
In particolare, l’Europa meridionale (Spagna, aree mediterranee…) potrebbe avere stagioni secche molto più intense, con estati ancora più aride e siccità prolungata. In numeri: ad esempio in Spagna la stagione secca potrebbe intensificarsi di circa 60% se l’AMOC collassa; con AMOC attiva l’aumento stimato sarebbe attorno al 40%.
A livello europeo nel complesso, in uno scenario con cambiamenti climatici moderati (lo scenario “RCP4.5”), l’intensità della stagione secca (cioè rapporto tra evaporazione e precipitazioni) aumenterebbe comunque dell’8% con AMOC attiva, ma del 28% se l’AMOC si interrompe! In alcune aree del Nord Europa (per esempio in Svezia) si prevede un peggioramento della stagione secca: la stagione secca estesa del 72% con AMOC spenta, rispetto al 54% con AMOC attiva.
L’AMOC non influenza solo temperatura, ma anche precipitazioni: la sua perdita potrebbe ridurre in modo drastico le piogge in molte regioni d’Europa, aggravando la siccità. Lo studio sottolinea che le conseguenze potrebbero durare centinaia di anni. Di conseguenza, agricoltura, disponibilità d’acqua, ecosistemi naturali e condizioni di vita in gran parte dell’Europa (ma soprattutto nel Sud) potrebbero essere molto compromessi.
Ora, è vero che I modelli usati sono molto teorici e che lo scenario di “clima stabile dopo cambiamenti drastici” non è lo stesso del mondo reale, dove le condizioni cambiano continuamente. E’ vero anche che alcuni studi (alcuni eh, mentre la maggioranza parla di collasso imminente) suggeriscono che un crollo totale dell’AMOC entro questo secolo sia meno probabile di quanto temuto, ma questo tipo di studio è comunque “un campanello d’allarme”: il rischio, se le emissioni di gas serra non diminuiranno, potrebbe aumentare sensibilmente.
E noi siamo pronti per questi scenari? Ve lo dico in maniera comprensibile. Manco per il cazzo!
Ora, mi chiedo: a chi dovremmo affidarci? A chi dovremmo dirlo? Ai politici e ai giornalisti che vengon pagati dalle lobby e che fanno la contronarrazione per i boccaloni? A quelli che hanno paura di una querela? A chi dovremmo dirlo?
Al Presidente del Consiglio? Ai ministri? Ai partiti?
Quanto tempo ci vorrà prima che l’AMOC si fermi definitivamente? Quanto tempo servirà prima che la banchisa collassi o le barriere coralline muoiano? Quanto tempo ci vorrà prima che i tipping point (i punti di svolta) del pianeta saranno superati?
E pensate che un politico sappia cos’è l’AMOC? Chi lo può sapere? Il ministro dell’Ambiente? I sottosegretari? Chi? Ditemelo.
Perché a guardar quello che fanno quelli a cui abbiamo delegato il potere e il futuro dei nostri bambini, in tutto il mondo, non c’è proprio da stare allegri.
Serve rete, serve comunità, serve il contrario di quello che ci dicon di fare. Niente!
E invece dovremmo cambiare tutto!
Image credit: Graphic by Nalini LEPETIT-CHELLA and Sabrina BLANCHARD / AFP via Getty Images
https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2025GL114611




Queste docce fredde fanno bene, ma ogni volta non possiamo che costatare la nostra (quasi) completa impotenza. “Voce di colui che grida nel deserto” direbbe qualcuno, e a quella voce alla fine hanno tagliato la testa, per fare contenta una ballerina.